Stavolta il buon Marco, che con Fama si rifaceva alla gioventù dello Zione, si infila in quell'ampio margine lasciato tra l'undicesimo e il dodicesimo capitolo dell'epopea di Don RosaMa anche no. Nell'undicesimo capitolo Paperone ha già il deposito ed è appena diventato il papero più ricco del mondo, altro che essere solo milionario. E nell'ultimo capitolo è anche specificato che Paperino non ha più visto lo zio dopo gli eventi dell'11° capitolo.
Stavolta il buon Marco, che con Fama si rifaceva alla gioventù dello Zione, si infila in quell'ampio margine lasciato tra l'undicesimo e il dodicesimo capitolo dell'epopea di Don RosaMa anche no. Nell'undicesimo capitolo Paparone ha già il deposito ed è appena diventato il papero più ricco del mondo, altro che essere solo milionario. E nell'ultimo capitolo è anche specificato che Paperino non ha più visto lo zio dopo gli eventi dell'11° capitolo.
Il problema non è la contraddizione in sé, ma il fatto che la si poteva benissimo evitare.
secondo me un autore dovrebbe poter agire come meglio crede. Anzi, sarebbe stato un peccato se una storia come questa non avesse potuto venire realizzata e la visione di Nucci fosse stata stravolta solo per rispettare la saga di Don Rosa.Dovrebbe sì, ma con Bertani il settimanale ha preso una direzione precisa: continuity nel rispetto della Saga, e vediamo infatti che Gervasio non ha il minimo problema, anzi, arricchisce la continuity con tanti piccoli dettagli senza mai contraddirla. Nucci, non solo conosce bene la continuity della Saga, ma ci tiene a implementare la sua propria (vedasi le storie in cui compaiono Macchia Nera e il dr. Piuma), ed è un autore perfettemente capace di creare storie originali senza entrare in contraddizione.
bisognava per forza sostituire Paperino come accompagnatore dello zione, e questo avrebbe portato a una riscrittura non pesantissima ma comunque significativa dei dialoghi (oltre al fatto che non so chi avrebbe potuto accompagnare Paperone, se non un personaggio "taboo", tipo Quackmore o Ortensia, o qualcuno completamente nuovo...).Perché non usare le sorelle? Non credo siano "taboo", ed anche Gervasio, di recente, ha dato loro spazio. Perché non tentare con Pico, personaggio che avrebbe l'età giusta e al quale è stata data sempre maggiore importanza negli ultimi anni?
al posto di Paperino ci fosse stata Ortensia o Pico, o magari pure nonna Elvira, e se Paperone avesse evitato la battuta sull'ispirazione per il Deposito nata da un tempio? Forse sì, e magari il risultato sarebbe stato comunque interessante. In effetti, se la sorella dello Zione non è un tabù, l'idea sarebbe stata appetitosa.La scelta è ricaduta su Paperino perché, IMHO, giustificare la presenza di altri personaggi, sebbene più interessanti, sarebbe stato più complicato da spiegare in una sola vignetta.
Detto questo, a me sinceramente non importa della continuità (e lo dico da lettore che in camera ha l'opera omnia cartonata di Don Rosa in lingua originale) mi sta benissimo che un autore abbia la libertà di ignorare certi eventi e spaziare come meglio crede. Nel fumetto Disney la continuità è sempre stata molto, molto labile e il passato di Paperone e Paperino non è mai stato definito (basti pensare alle storie di Paperino Paperotto che contraddicono tranquillamente la saga di Rosa), quindi fintanto che non vengono minati dei punti fermi, tipo la parentela Paperino/Paperone (eccezion fatta ovviamente per le parodie/storie in costume) e purché si rispetti la continuità all'interno di una storia (o di un ciclo di storie collegate tra loro), secondo me un autore dovrebbe poter agire come meglio crede. Anzi, sarebbe stato un peccato se una storia come questa non avesse potuto venire realizzata e la visione di Nucci fosse stata stravolta solo per rispettare la saga di Don Rosa.Pienamente d'accordo! :-)
Ma c'è un altro errore abbastanza grave (che, a onor del vero, alla prima lettura mi era sfuggito, e che mi ha fatto notare un vecchio papersero che non scrive da un po'): Marco Polo a ISTANBUL, in un mercato ARABO, duecento anni prima del dovuto? :shocked::oh: :oh:
Una curiosità: ma sono stata l'unica che mi sono commossa leggendo il primo episodio di "Addio, giovani marmotte"?No, non sei stata l'unica! :-)
a me la storia "il miliardo" ha deluso su tutta la linea. storia banalotta. la solita caccia al tesoro.Anch'io avevo delle buone aspettative per la storia ma non mi ha entusiasmato.
La storia di chiusura ha sofferto dello stesso problema di lentezza nel ritmo che ho ravvisato nella storia di copertina, fino al momento del colpo di scena.E' la 'cifra' di Nucci che ha un modo di raccontare e far dialogare i suoi 'attori' sicuramente interessante e brillante ma che, al contempo, tende a 'dilatare' le situazioni, quasi cullandosi nel suo stesso 'andamento lento'. Lo abbiamo visto in passato con Macchia Nera, Gastone, Rockerduck, il Dottor Piuma e continuiamo a vederlo adesso con le GM. Questo suo modo di narrare a me piace perché anche i teorici 'tempi morti' sono in realtà 'tempi di attesa', caratterizzati da una certa 'tensione emotiva' che poi sfocerà in situazioni più specifiche, più chiare.
Anch'io avevo delle buone aspettative per la storia ma non mi ha entusiasmato.Rileggendo la storia, oltre alle contraddizioni con la Saga - contraddizioni che ritengo gravi in quanto perfettamente evitabili - emergono bene tutti i difetti segnalati da altri forumisti: un disegno sciatto, addirittura approssimativo su Paperino, che cambia aspetto e dimensioni col passare delle vignette, una trama scontata e poco appassionante, non diversa da altre cacce al tesoro basate su file di indizi, l'errore - imperdonabile - di "Istanbul". Se si confronta questa storia con quella di chiusura, ben più interessante e persino ricca di suspence, si stenta a credere che siano opera dello stesso autore. Sto iniziando a pensare che si tratti di un lavoro minore, sia per Nucci che per Cavazzano, scartato anni fa ma adesso ripescato per l'estate in mancanza di storie migliori.
Si è fatta leggere ma non mi ha avvinto, l'ho trovata lenta nel suo sviluppo, aspetto che talvolta apprezzo a seconda del tipo di racconto (anche con altre storie di Nucci stesso, vedi "Paperino e l'ombroso" che è stata realizzata interamente dallo stesso team di autori per disegni, chine e colori) ma non in questo caso.
Sicuramente la schiafferanno in qualche Topolibro o De Luxe in occasione della prossima edizione.Sul calendario del forum viene segnato in uscita per i primi di Settembre un volume cartonato dal costo di €27 per librerie e fumetterie il cui titolo è: "Dal milione al miliardo".
Detto ciò, chiaramente la parodia (che poi non è una vera parodia) del Milione già esisteva (anzi, ce ne sono almeno tre), per cui davo per scontato che questa volta l'opera originale sarebbe stata giusto un pretestoIn effetti questo Miliardo ha avuto diverse location (Paperopoli, Venezia, Trebisonda, Pagan, Xanadu) e le situazioni più divertenti e interessanti sono avvenute nella città dei paperi: la brillante idea dei due Club, la figura del presidente dei Milionari, il particolare ruolo di Rockerduck... Non che durante il viaggio Paperone non abbia avuto incontri interessanti (a cominciare dal nipote ritrovato a Venezia) o fatto scoperte importanti (senza contare i rimandi alla storia di Marco Polo), ma la storia di Nucci è tutta un'altra rispetto a quella di Martina. Giusto impostarla così, non solo perché il confronto sarebbe stato 'complicato' ma anche per non riproporre qualcosa che avevamo già visto.
Non mi aspettavo che la vera identità del cattivo fosse quella (un po' gratuita), pensavo che invece Rocker ricoprisse un ruolo più importante. Ma essendo l'anno del marinaio, non ci si poteva esimere dal riprenderlo.In questo caso non sono d'accordo con Apatico: il ruolo di Rockerduck è basilare, non solo per il particolare (e molto antipatico) ruolo di riscossore degli affitti del Club dei Milionari (essendo egli proprietario dell'immobile) ma anche per la sfida lanciata a Paperone ("Chi è milionario resta milionario!") che mette in moto tutta la sceneggiatura. Anche la sua bombetta è protagonista nella 'storicizzazione' del suo caratteristico ruolo.
Sì, però la $aga non è il Vangelo a cui tutte le altre storie devono riferirsi, e guai se non sono coerenti!
Se uno vuole raccontare una storia un po' diversa, può e deve farlo; poi, se la storia è bella o brutta, è un altro discorso (ma nel caso del Miliardo, almeno a mio parere, la storia non è male)...
(PS: per me la $aga è uno dei 5 fumetti più belli in assoluto, insieme all'Eternauta, al Porto Proibito, a Watchmen e alla Seconda guerra mondiale di Gino D'antonio e Ferdinando Tacconi!)
Sì, però la $aga non è il Vangelo a cui tutte le altre storie devono riferirsi, e guai se non sono coerenti!
3) a questo punto però autori e direzione del Topo dovrebbero prendere...una direzione chiara. Perché è proprio negli ultimi anni che Bertani, Nucci, Gervasio e praticamente il 90% degli sceneggiatori citano Don Rosa in praticamente ogni numero, spesso a sproposito, ostentando una presunta fedeltà agli eventi della Saga. Insomma, quando gli fa comodo, Don Rosa è vangelo eccome, e ne attingono a spron battuto per valorizzare le loro storie. Anche qui, non glielo ha ordinato il dottore di farlo, è una scelta editoriale ben precisa, è "la linea". Si poteva essere vaghi, si poteva scegliere di ignorare Rosa e inventarsi una propria continuity (opinabile, ma legittimo). E invece no, da un lato si agita il santino di Rosa e dall'altro lo si sconfessa (e non per minuzie, ma per elementi importanti tutt'altro che trascurabili). Un Don Rosa a targhe alterne, fino ad arrivare a questa storia che contemporaneamente cita la Saga e demolisce la Saga. Si decidessero, glielo chiedo con affetto, perché mi sembra un po' ambigua e "schizofrenica" come posizione.
Sì, però la $aga non è il Vangelo a cui tutte le altre storie devono riferirsi, e guai se non sono coerenti!
Se uno vuole raccontare una storia un po' diversa, può e deve farlo; poi, se la storia è bella o brutta, è un altro discorso (ma nel caso del Miliardo, almeno a mio parere, la storia non è male)...
(PS: per me la $aga è uno dei 5 fumetti più belli in assoluto, insieme all'Eternauta, al Porto Proibito, a Watchmen e alla Seconda guerra mondiale di Gino D'antonio e Ferdinando Tacconi!)
Anche perché la $aga stessa contraddice sia Martina (che è arrivato prima), sia Carl Barks (che oltre a essere arrivato prima, è il punto di riferimento di Don Rosa; quindi se le contraddizioni con Martina le possiamo giustificare perché quest'ultimo non ha creato Paperone e perché, essendo italiano, era sconosciuto a Rosa, le contraddizioni con Barks non hanno minimamente senso).
Non ho capito invece quali siano le contraddizioni di Rosa verso Barks. Rosa è infatti noto per la sua maniacale e fin esagerata ricerca del rispetto assoluto dell'opera di Barks, che non ha mai contraddetto (se non in un paio di dettagli che lo stesso Barks contraddiceva a sua volta).Forse la più grande contraddizione di Rosa verso Barks è l'aver anticipato di mezzo secolo la costruzione del Deposito. Scelta direi 'obbligata' considerando le varie fasi della vita del giovane Scrooge. Se Barks decide di introdurre il Money Bin 'solo' nel suo presente di autore che è il 1951, è perché in precedenza lo zione viveva in lussuose ville e il numeroso contante era probabilmente stipato in diversi 'depositi' anonimi o comunque in luoghi diversi da quello che poi risulterà essere il 'canonico'.
Don Rosa non poteva conoscere in alcun modo Martina, visto che non è mai stato tradotto in inglese prima del 2000 (la saga è del 1994). Martina che, comunque, non ha mai scritto nulla di davvero coerente nella sua produzione, dato che non era il suo interesse farlo (al contrario di Nucci, che cerca di collegarsi al materiale proprio).
Non ho capito invece quali siano le contraddizioni di Rosa verso Barks. Rosa è infatti noto per la sua maniacale e fin esagerata ricerca del rispetto assoluto dell'opera di Barks, che non ha mai contraddetto (se non in un paio di dettagli che lo stesso Barks contraddiceva a sua volta).
Grazie mille :)
Non ho capito invece quali siano le contraddizioni di Rosa verso Barks. Rosa è infatti noto per la sua maniacale e fin esagerata ricerca del rispetto assoluto dell'opera di Barks, che non ha mai contraddetto (se non in un paio di dettagli che lo stesso Barks contraddiceva a sua volta).Forse la più grande contraddizione di Rosa verso Barks è l'aver anticipato di mezzo secolo la costruzione del Deposito. Scelta direi 'obbligata' considerando le varie fasi della vita del giovane Scrooge. Se Barks decide di introdurre il Money Bin 'solo' nel suo presente di autore che è il 1951, è perché in precedenza lo zione viveva in lussuose ville e il numeroso contante era probabilmente stipato in diversi 'depositi' anonimi o comunque in luoghi diversi da quello che poi risulterà essere il 'canonico'.
Al contrario di altre situazioni che arrivano improvvise ma narrativamente è come se ci fossero sempre state, l'arrivo del Deposito è ufficializzato da Barks con tanto di storia ad hoc e splash page iniziale con l'edificio in costruzione e con i nipoti che commentano la cosa. E da quel momento in poi, complici anche i Bassotti, diventerà un luogo fisso delle commedia barksiana. 'Retrocedere' tutto ciò a mezzo secolo prima, con scenari e personaggi del tutto diversi, è stato un vero 'terremoto', un 'colpo di scena' considerando l'ortodossia donrosiana in merito. Però 'necessaria' per dare un senso più logico a quella saga dove la presenza di quel cubo di cemento era comunque fondamentale.
- In "Paperino e il feticcio" Paperone sostiene che il Gongoro lo abbia scambiato per Paperino perché settant'anni prima era più giovane e aveva lo stesso aspetto che il nipote ha oggi. Nella $aga scopriamo che quegli eventi sono avvenuti meno di settant'anni prima e che Paperone si era solo "truccato" per sembrare qualcun altro, ma non aveva affatto un aspetto più giovanile.
Con questa, il Papersera è ritornato in pari con le recensioni del libretto dopo mesi e mesi, praticamente dal blocco forzato del forum di fine Gennaio.Grazie per averlo notato :thankYou:
Credo sia giusto segnalarlo.
Ma lo stesso Barks si contraddice, dato che dopo la "ghiacciata dei dollari " (1951), il deposito viene sempre presentato come un edificio presente fin dagli albori di paperopoli.Non ricordavo questo episodio e Don Rosa ha evidentemente retrocesso di mezzo secolo la fondazione del Deposito (sebbene per Barks, almeno in quella storia, la data sarebbe stata 1886 e non 1902) prendendo spunto da "I guai del progresso", sistemando più coerentemente la situazione temporale. Per quanto il luogo descritto da Barks e illustrato successivamente da Don Rosa mi sembra più coerente con gli anni '80 dell'800 che non con gli inizi del '900. Le città della West Coast avevano avuto un grande sviluppo grazie alle due corse all'oro della California (1848) e del Klondike (1898), per cui il fatto che Paperopoli fosse 'quattro case in croce' all'inizio del XX° secolo mi sa poco realistico e credibile. Ma questa è un'altra storia :innocent:
In una storia del 1956 - i guai del progresso https://inducks.org/story.php?c=W+US+++15-05 - Paperone afferma che il deposito è sulla collina da 70 anni, su un terreno comprato dove non c'era nulla tutto attorno se non un forte.
Ergo, don rosa ha sistemato le cose cambiando date ma sottolineando come il deposito sia stato uno dei primi edifici di Paperopoli.
Io potrei anche convenire in parte sul fatto che la Saga, e la produzione di Don Rosa in generale, non debbano essere un vangelo al 100%: è chiaro che se si vuole far collimare Don Rosa (che su alcuni personaggi ed eventi, financo l'esistenza di Paperoga o Topolino, pone paletti a volte troppo rigidi) con la produzione fumettistica Disney italiana è lecito essere flessibili su alcuni punti (ad esempio, se vogliamo inserire Paperotto nel canon, possiamo fingere che Paperone si sia temporaneamente riappacificato col nipote, magari usando l'assist della storia di Fantomius di Gervasio dove Scrooge scrive alle sorelle aiutandole, solo per poi rompere nuovamente i rapporti più avanti). Quindi, con elasticità mentale, possiamo fingere che alcuni balloon di dialogo non esistano, che alcuni eventi siano avvenuti in maniera leggermente diversa ecc.... ma sono d'accordo al 1000%, tanto più che si parla di Nucci, cioé di uno bravo, e che avrebbe saputo evitare le contraddizioni senza alcun problema.
MA...
Don Rosa ha evidentemente retrocesso di mezzo secolo la fondazione del Deposito (sebbene per Barks, almeno in quella storia, la data sarebbe stata 1886 e non 1902) prendendo spunto da "I guai del progresso", sistemando più coerentemente la situazione temporale.Forse non ricordo bene, ma credo che lo stesso Rosa abbia discusso della situazione e dell'apparente contraddizione con Barks. In sostanza, Rosa ci fa vedere il deposito al tempo di "Natale sul Monte Orso", mentre Barks ne fa costruire uno alla fine del 1951. L'idea è che quello "natalizio" sia il deposito originale, costruito a inizio secolo con tecniche ormai obsolete, sottodimensionato e abbandonato da anni. Questo deposito collassa nella storia del "ventino fatale" e viene subito ricostruito nella storia di fine 1951, diventando quello definitivo.
In sostanza, Rosa ci fa vedere il deposito al tempo di "Natale sul Monte Orso", mentre Barks ne fa costruire uno alla fine del 1951. L'idea è che quello "natalizio" sia il deposito originale, costruito a inizio secolo con tecniche ormai obsolete, sottodimensionato e abbandonato da anni. Questo deposito collassa nella storia del "ventino fatale" e viene subito ricostruito nella storia di fine 1951, diventando quello definitivo.Però la storia dove il Deposito verrebbe ricostruito (ZP e la Banda dei Segugi) esce nel novembre/dicembre del '51 mentre il Ventino dove il Deposito collassa è di gennaio/febbraio '52