E lo spot che adoravo: quello dei cancelli faac ;D
Paperino portaborse (un gioiellino!)
....
E' quello in cui Paperino in auto veniva inseguito dal leone a guardia di un cancello nel deserto?
Bellissimo...
Le indimenticabili:
Paperino e gli annunci speciali (ma ve la ricordate? No, dico, ve la ricordate? Gli uomini-palla!)
A proposito di questa storia vorrei ricordarvi che e' in ristampa su Paperino 286 dell'aprile 2004.
Non perdetela!
su un Topolino vecchietto...
Per chi ha dimestichezza col francese, ho trovato questa breve biografia che cita anche i lavori extra-Disney:
http://www.pimpf.org/biographies/scala.htm
Anch'io amo tantissimo questo disegnatore, soprattutto in storie esotiche di viaggi! Ad esempio storie tipo Sinbad, Mille e una notte o Gulliver!Io adoro quelle con Acciuga... servirebbe una bella ristampa in volumetto!
Io adoro quelle con Acciuga... servirebbe una bella ristampa in volumetto!E' vero Acciuga!! Fantastiche!
Personalmente ho sempre riconosciuto il tratto caratteristico di Scala, l'ho sempre apprezzato come autore e come disegnatore, ma non mi facevano proprio impazzire le sue tavole... Forse per i troppi riccioli sparsi un po' ovunque, non so... o per la pettinatura ai limiti dell'assurdo che faceva a Brigitta...
Ma forse sono io troppo abituato a determinati canoni stilistici...
Un altro grande topos dela maestro Scala,oltre al mare,era l'Arabia. Chi non si ricorda di Paper-Alì ?Fantastico! Adoro Scala!
Un altro grande topos dela maestro Scala,oltre al mare,era l'Arabia. Chi non si ricorda di Paper-Alì ?E allora citiamo anche la serie "C'era una volta il West", per buona parte disegnata proprio da Scala...
in tutto quant'erano le puntate di C'era una volta il West? :question
E vi ricordate "Zio Paperone in: Il vecchio e il mare"? Una delle mie preferite!A essere sincera...no. :-[
Diciamo che i "riccioli", erano la sua specialità, basti pensare ai capelli di Amelia o alle basette di Paperone. Non è che ci impazzisco, però riconosco nel suo tratto, specie quando disegnava le onde del mare, una vena di poesia. Era anche uno dei pochissimi che disegnava il deposito dello zione senza la caratteristica cupola italiana, motivo in più per distinguerlo tra i tanti. ;)E' vero :exclamation Ora che mi ci fai pensare era proprio questo che metteva nei suoi disegni, la poesia e la ricerca di uno stile che avesse più marcta questa componente (almeno penso che sia così)
E' vero :exclamation Ora che mi ci fai pensare era proprio questo che metteva nei suoi disegni, la poesia e la ricerca di uno stile che avesse più marcta questa componente (almeno penso che sia così)
Peccato che oggi si stia diffondendo un appiattimento di stili, cosicchè, molti autori presentino uno stile molto simile tra loro. :(
Credo proprio che sia così, in fondo è bello che almeno in Disney non si seguano degli stili precisi, ogni autore è liberissimo di interpretare a modo suo.
Peccato che oggi si stia diffondendo un appiattimento di stili, cosicchè, molti autori presentino uno stile molto simile tra loro. :(
Questo penso che sia perchè questo si sta verificando anche nei testi, e quindi i disegnatori non si sentono motivati ad interpretare quest' ultimi :-/
Verissimo, in fondo mi sono dimenticato di specificare che mi riferivo al passato. Oggi come oggi, salvo alcune eccezioni, sembra che via siano canoni precisi da seguire come in uno studio di cartoni animati. Mah...
Tanto per ritornare IT, a me lo stile di Guido Scala non è mai piaciuto. :(Qualche motivo in particolare?
Appunto per la presenza dei troppi riccioli, fastidiosi, mi davano quasi sui nervi! E poi... boh, non mi piaceva neanche come disegnava i paperi, le loro facce e quant'altro.Lo apprezzerai col tempo ;) ;)
Un' altra caratteristica grafica di Scala, sono i colori e le atmosfere cupe: in un periodo come gli anni' 90, in cui i colori dei fumetti si fecero più vivaci, Scala mantenne i suoi colori scuri e cupi, che lo resero distinguibile da qualsiasi altro autore.Sai, l'avevo avvertito, ma mai notato :-X
Un aspetto, in questo senso, tipico di Scala, sono quelli spazi neri che pone come contorno del campo dell'azione.
Spezzo una lancia a favore di Iron. Anche a me lo stile di Scala non è mai piaciuto: l'eccessivo uso di riccioli, le sfumature bicolori delle scritte caricavano pesantemente il disegno, rendendolo pesante e barocchistico. Inoltre nonho mai digerito lo strabismo che disegnava negli sguardi dei suoi personaggi.Tutto legittimo, tuttavia ci terrei a sottolineare (qualora fosse sfuggito o si conoscesse solo una parte della produzione di Scala) che questo eccesso di fronzoli contraddistingue soprattutto gli ultimi anni della sua produzione.
Tutto legittimo, tuttavia ci terrei a sottolineare (qualora fosse sfuggito o si conoscesse solo una parte della produzione di Scala) che questo eccesso di fronzoli contraddistingue soprattutto gli ultimi anni della sua produzione.Quoto quanto dice Floyd. Dal mio punto di vista però l'ultimo Asteriti è veramente sceso di livello, con disegni confusionari e persino poco comprensibili. Scala invece per quanto si sia mosso nella direzione del disegno un po' "barocco" e fronzoluto resta sempre piacevole e anzi questa non è che una sua caratteristica peculiare che si può amare o no.
Dopo un inizio un po' debitore a Bottaro, per molti anni il suo stile si era assestato su livelli probabilmente non eccelsi come quelli di maestri come Scarpa o Bottaro, ma decisamente gradevoli, e molto sobri e misurati... poi negli ultimi anni ha accentuato in modo estremo alcune sue caratteristiche, che lo hanno reso un po' barocco... come d'altra parte è capitato, con caratteristiche diverse, all'ultimo Asteriti!
Quoto quanto dice Floyd. Dal mio punto di vista però l'ultimo Asteriti è veramente sceso di livello, con disegni confusionari e persino poco comprensibili. Scala invece per quanto si sia mosso nella direzione del disegno un po' "barocco" e fronzoluto resta sempre piacevole e anzi questa non è che una sua caratteristica peculiare che si può amare o no.A me lo Scala della seconda metà degli anni '90 non è mai piaciuto.
A me lo Scala della seconda metà degli anni '90 non è mai piaciuto.A questo punto si tratta di gusti. Condivido anche io per il disegno commemorativo che ho trovato favoloso, con quel suo stile classico ed elegante nella sua estrema originalità.
Condivido su Asteriti, che, tuttavia, ha fatto davvero un bel disegno di Natale (bello come quelli di 20 anni fa), pubblicato una settimana fa...
Tutto legittimo, tuttavia ci terrei a sottolineare (qualora fosse sfuggito o si conoscesse solo una parte della produzione di Scala) che questo eccesso di fronzoli contraddistingue soprattutto gli ultimi anni della sua produzione.
Fosse stato meno "art dèco", oggi lo celebreremmo tra i Grandi.Pensa un po' che io lo celebro proprio tra i grandi ;)
Io preferivo lo Scala degli inizi...comunque, pur non essendo fra i più "grafici",resta un autore "importante"Come dicevo nel mio post di qualche tempo fa (forse ancora all'inizio di questa pagina) io preferisco lo Scala di mezzo (quello che non si confonde più con Bottaro, ma che ancora non si è riempito di fronzoli) e, come piccolobush, lo metto anche io tra i grandi! (certo, non aveva affatto la tecnica di un Cavazzano, De Vita o Scarpa, ma riusciva a dare alle sue storie un'atmosfera e un'impronta personale che mi sono semore piaciute tantissimo)
Come dicevo nel mio post di qualche tempo fa (forse ancora all'inizio di questa pagina) io preferisco lo Scala di mezzo (quello che non si confonde più con Bottaro, ma che ancora non si è riempito di fronzoli) e, come piccolobush, lo metto anche io tra i grandi! (certo, non aveva affatto la tecnica di un Cavazzano, De Vita o Scarpa, ma riusciva a dare alle sue storie un'atmosfera e un'impronta personale che mi sono semore piaciute tantissimo)Quoto. Quello che contraddistingue le storie illustrate da Scala è proprio l'atmosfera molto singolare. Un'atmosfera onirica e quasi surreale (e qui mi riferisco al suo ultimo periodo, ricco di "fronzoli"): non a caso con un maestro come Bottaro. Sembra anche che nell'ultima parte della sua evoluzione tendesse ad allungare i personaggi, giungendo anche se in scala molto ridotta alle tipiche deformazioni bottariane di alcune sue opere con Nocciola e Pippo.
(certo, non aveva affatto la tecnica di un Cavazzano, De Vita o Scarpa, ma riusciva a dare alle sue storie un'atmosfera e un'impronta personale che mi sono semore piaciute tantissimo)Non paragonabile a cavazzano & c. d'accordo però appunto i suoi personaggi, soprattutto nel periodo di mezzo che citi anche tu, erano di un "simpatico" unico. Già ho parlato in questo topic se non ricordo male, di tiburzio: un peluche! Una morbidezza del tratto che pur con le dovute differenze mi ricorda rota. Insomma se hanno dedicato, con tutto il rispetto, non ricordo quanti numeri a murry (sì va beh, la prolificità, etc..., però :-/) almeno uno a scala era dovuto. E poi è stato bravo anche come autore completo
Quoto. Quello che contraddistingue le storie illustrate da Scala è proprio l'atmosfera molto singolare. Un'atmosfera onirica e quasi surreale (e qui mi riferisco al suo ultimo periodo, ricco di "fronzoli"): non a caso con un maestro come Bottaro. Sembra anche che nell'ultima parte della sua evoluzione tendesse ad allungare i personaggi, giungendo anche se in scala molto ridotta alle tipiche deformazioni bottariane di alcune sue opere con Nocciola e Pippo.Anche a me Scala piace, è un disegnatore cn uno stile particolare ma è proprio vero che l'atmosfera che si respira è unica, specie in quelle con il personaggio di Acciuga.
A parte tutto è un'artista dallo stile originale e personalissimo e non fatico a inserirlo tra i Grandi: un altro autore che non ha avuto occasione, vuoi per la ripetitività dei Maestri Disney, di comparire sulla testata, come altri suoi illustri colleghi.
Ottimo e fantastico lo Scala delle parodie insieme a Pavese, da Paper-Alì ai Masnadieri, da Paperin-Sigfrido a i Dolori di un Giovane Papero.Sì. E' forse lo Scala migliore quello degli anni '80.
Vi consiglio di andarle a rileggere...
Un manuale della serie illustrata da Carpi? Non ne so niente, ma la notizia mi incuriosisce. Ti ricordi il titolo? Di che trattava? Mi piacerebbe cercarlo!
P.S.
Ho visto in una bancarella un libretto (un manuale?) tutto illustrato da Scala ed era davvero bello. Poi l'ho lasciato lì perchè le condizioni del volume non mi convincevano... Credo che il periodo fosse fine '80s-inizio '90s. Qualcuno ne sa qualcosa?
Un manuale della serie illustrata da Carpi? Non ne so niente, ma la notizia mi incuriosisce. Ti ricordi il titolo? Di che trattava? Mi piacerebbe cercarlo!Non ricordo tanto. Non era un manuale come quelli delle Giovani Marmotte et similia, ma un po' più grande, ben più sottile e brossurato, un po' come quelli sui giochi...
. Insomma se hanno dedicato, con tutto il rispetto, non ricordo quanti numeri a murry (sì va beh, la prolificità, etc..., però :-/) almeno uno a scala era dovuto. E poi è stato bravo anche come autore completoQuesta è un ingiustizia bella e buona, che stranamente non è isolata! Anche recentemente avevo notato con estremo stupore la sua assenza (o, meglio, una sua presenza ridicolmente piccola: un trafiletto biografico o poco più) in un libro sugli artisti liguri...
Se non avessero chiuso testate come ZP o "I Grandi Maestri", ci sarebbe spazio anche per Scala.Beh, insomma... dopo più di duecento numeri (in venti anni) per ZP e 37 numeri (in dodici anni) per i maestri penso che di occasioni per rendersi conto delle proprie dimenticanze e stampare qualcosa di Scala ce ne sarebbero state...
Beh, insomma... dopo più di duecento numeri (in venti anni) per ZP e 37 numeri (in dodici anni) per i maestri penso che di occasioni per rendersi conto delle proprie dimenticanze e stampare qualcosa di Scala ce ne sarebbero stateQuoto.
Quoto.Quoto, ma urge qualcosa di nuovo, magari prendendosi tutto il tempo necessario. Boschi, Cannatella &C. comincino a pensare!
D'altronde, uno dei lati negativi dei Maestri Disney era proprio il limitato parco autori da cui attingevano.
Alla fine, sempre gli stessi autori erano proposti a rotazione.
ZP, invece, penso proprio fosse arrivato alla frutta e la volontà di uscire da quella situazione "stagnante" mi pare non ci fosse, nonostante si trattasse di una testata confezionata con la massima professionalità.
Ma, come hai già detto, lasciamo perdere questi discorsi, vecchi e ripetuti centinaia di volte.
Quoto, ma urge qualcosa di nuovo, magari prendendosi tutto il tempo necessario. Boschi, Cannatella &C. comincino a pensare!Ma di cosa stiamo parlando? nell'ultimo anno sono uscite cinquanta nuove testate, tra corriere e non, non credo proprio che ci sia spazio editoriale per niente all'orizzonte
L'unico vantaggio di questa situazione è il fatto che i numeri di queste testate che durano pochi mesi diverranno, negli anni, delle autentiche rarità per collezionisti!
Colgo l'occasione per lanciare un piccolo sondaggio "interno": chi preferite fra Scala e Asteriti?Subito mi è sembrato un accostamento un po' balzano (specie pensando alle loro storie del periodo migliore: stralunate e oniriche, ma anche sentimentali o quotidiane, quelle di Scala, polizieschi puri quelle di Asteriti), ma in effetti entrambi sono virati verso una simile estremizzazione del loro tratto... posto che qualcosa del gerene non ci sia già, potresti aprire un topic a parte, onde non uscire troppo di tema con Guido Scala...
Scala fu un grande disegnatore, e personalmente è uno dei miei preferiti.Sarà perchè conoscevo Big Luciano personalmente, ed era uomo ed artista straordinario, ma lo Scala che preferisco è quello del primo periodo, il "bottariano"
Dovendo sintetizzare le caratteristiche del suo disegno, posso dire che le storie disegnate da lui acquisivano automaticamente un bonus di comicità: sia i paperi con le pupille al centro degli occhi che i caratteristi dal viso allungato e lo sguardo stralunato (frequentissime le pipe e spassose le donne... uguali agli uomini ma con i capelli lunghi :D) hanno molto della caricatura. A me personalmente ricorda Jacovitti..
Completano il quadro gli sfondi dettagliati delle tavole che MAI però sovrastano i paperi, i quali restano protagonisti del fumetto. Non sono d'accordo con chi dice che sono dettagli fini a se' stessi: per me sono al servizio della storia (e non il contrario!). Volendo fare un esempio di ostentazione di tecnica grafica a me non gradita citerei certe inquadrature non convenzionali (stile cinema), ma non certo i ricciolini di Scala.. ;)
Per queste sue caratteristiche, i suoi disegni rendevano di più nelle storie comiche, e principalmente in quelle dei paperi. In questo senso Tiburzio docet... ma anche storie come Paperino Portaborse, che erano di per sè caricature, erano esaltate dai suoi disegni. Nel caso di questa storia, ad esempio, non riesco ad immaginarla disegnata da nessun altro... ;)
Quoto, Alec. Scala che assomiglia a Bottari è il mio preferito, mentre l'altro non mi piace granché ma non è neanche malissimo.
Quoto, Alec. Scala che assomiglia a Bottari è il mio preferito, mentre l'altro non mi piace granché ma non è neanche malissimo.Niente di male, ma "temo" che questo equivalga a dire che non vi piaccia Scala: lo Scala che assomiglia a Bottaro era uno Scala alle prime armi, che in assenza di uno stile suo emulava quello del suo grande amico e maestro Bottaro...
ma questo era nell'ultimo periodo, quando il suo stile si era fatto un po' "eccessivo"
prima era regolarissimo:
[...]
Infatti nell'ultimo periodo Scala non mi piaceva più di tanto anche se i disegni erano comunque belli
Fra gli elementi distintivi si segnalano: i ghirigori, i capelli ricci, le narici sui becchi ed i bassotti con il muso allungato.
Curiosità: credo sia l'unico disegnatore che mostra i paperi di profilo con un solo occhio.Lo faceva abbondantemente anche Perego, soprattutto agli inizi quando si ispirava a Taliaferro (che forse lo faceva pure ma non ricordo bene perché non ho letto molto di quest'ultimo).
non ho mai sentito nessuno dire che i disegni di Scala siano bruttiOra l'hai sentito dire. Non ho mai gradito il suo stile, insieme a quello di Chierchini.
... e siamo in due!non ho mai sentito nessuno dire che i disegni di Scala siano bruttiOra l'hai sentito dire. Non ho mai gradito il suo stile, insieme a quello di Chierchini.
non ho mai sentito nessuno dire che i disegni di Scala siano bruttiOra l'hai sentito dire. Non ho mai gradito il suo stile, insieme a quello di Chierchini.
Quanto alla riconoscibilità, è vero, anche se l'unico dal quale non riesco a distinguerlo è Bottaro, col quale collaborò mutuandone il tratto. Leggo su Wiki che "Su richiesta di Marco Rota, all'epoca capo servizio disegnatori, all'inizio degli anni ottanta abbandona parzialmente lo stile di Bottaro per seguire lo stile più tradizionale di Al Taliaferro per poi personalizzarlo sempre più raggiungendo un proprio stile che lo rende immediatamente riconoscibile", anche se finora ogni sua storia che ho letto trasuda Bottaro da ogni dove.
non ho mai sentito nessuno dire che i disegni di Scala siano bruttiOra l'hai sentito dire. Non ho mai gradito il suo stile, insieme a quello di Chierchini.
Quanto alla riconoscibilità, è vero, anche se l'unico dal quale non riesco a distinguerlo è Bottaro, col quale collaborò mutuandone il tratto. Leggo su Wiki che "Su richiesta di Marco Rota, all'epoca capo servizio disegnatori, all'inizio degli anni ottanta abbandona parzialmente lo stile di Bottaro per seguire lo stile più tradizionale di Al Taliaferro per poi personalizzarlo sempre più raggiungendo un proprio stile che lo rende immediatamente riconoscibile", anche se finora ogni sua storia che ho letto trasuda Bottaro da ogni dove.
Lo stile di Scala a mio parere assomiglia a quello di Asteriti (anche se non disegnava Topolino come lui) e quello di Don Rosa.
Ho visto su inducks che una sua storia che non ho mai letto, “Zio Paperone, il fiume e la campana d’argento” è uscita postuma: però c’erano alcune vignette i cui disegni non mi sembravano proprio di Scala.
Per caso la storia è stata finita da qualcun altro dopo la sua morte? Oppure negli ultimi mesi di vita Scala era così debilitato da farsi “scivolare la mano” in alcuni disegni?
Il profilo con un solo occhio è uno stilema di Taliaferro, anche se forse non l'ha inventato lui; fu ripreso da molti altri, come Chierchini, Perego, Carpi, Barks, e abbandonato forse su influsso di quest'ultimo.Curiosità: credo sia l'unico disegnatore che mostra i paperi di profilo con un solo occhio.Lo faceva abbondantemente anche Perego, soprattutto agli inizi quando si ispirava a Taliaferro (che forse lo faceva pure ma non ricordo bene perché non ho letto molto di quest'ultimo).
Infatti non c’è rischio di confondersi con Asteriti o Don Rosa; però tutti hanno in comune una certa “accuratezza” nelle vignette.Lo stile di Scala a mio parere assomiglia a quello di Asteriti (anche se non disegnava Topolino come lui) e quello di Don Rosa.
Ho visto su inducks che una sua storia che non ho mai letto, “Zio Paperone, il fiume e la campana d’argento” è uscita postuma: però c’erano alcune vignette i cui disegni non mi sembravano proprio di Scala.
Per caso la storia è stata finita da qualcun altro dopo la sua morte? Oppure negli ultimi mesi di vita Scala era così debilitato da farsi “scivolare la mano” in alcuni disegni?
Io ho la storia, ma direi che i disegni sono i classici scaliani, però magari è una mia impressione.
Non riuscirei a ricollegarlo ad autori che, secondo me, sono assolutamente diversi non solo con lui ma anche tra di loro. Tra l'altro Don Rosa ha un tratto iperpesante, nettissimo, molto geometrico, un'esasperazione di quello Barksiano, mentre Asteriti è proprio riconoscibile per una morbidezza di disegno associata a una certa delicatezza quasi goffa, sovrabbondano curve, concavità e convessità che creano un senso di dinamismo. Difficili anche da confrontare in quanto Asteriti ha disegnato solo sette storie con Paperone (e una è un'avventura di cui ha illustrato solo una pagina), mentre Rosa ha creato solo una decina di illustrazioni (tra disegni e copertine) con Topolino, tra l'altro tutte statiche e con lo stile del personaggio pre-1941.
Ho visto su inducks che una sua storia che non ho mai letto, “Zio Paperone, il fiume e la campana d’argento” è uscita postuma: però c’erano alcune vignette i cui disegni non mi sembravano proprio di Scala.L'ho letta e, sebbene non la riprendi in mano da tanto, direi che il tratto dell'autore è talmente particolare da lasciare pochi dubbi. Se alcuni disegni non fossero suoi, spiccherebbero per la diversità rispetto al resto e non ricordo esempi del genere.
Purtroppo non riesco a mandarti le vignette a mio parere poco scaliane che ho trovato sull’inducks; se hai sottomano la storia, prova a cercare ad esempio la vignetta in cui i nipotini dicono “presto, tutti al fiume: la colazione al sacco e il racconto sono garantiti”, oppure quella in cui Zio Paperone dice “mai stato meglio! Ho voglia di rilassarmi lungo il fiume e voi mi farete compagnia”; cosa ne pensi?
Purtroppo non riesco a mandarti le vignette a mio parere poco scaliane che ho trovato sull’inducks; se hai sottomano la storia, prova a cercare ad esempio la vignetta in cui i nipotini dicono “presto, tutti al fiume: la colazione al sacco e il racconto sono garantiti”, oppure quella in cui Zio Paperone dice “mai stato meglio! Ho voglia di rilassarmi lungo il fiume e voi mi farete compagnia”; cosa ne pensi?
Concordo con Maximilian su questo, ho riguardato la storia e non vedo uno stacco netto tra il resto delle illustrazioni e quelle incriminate. Direi che ad occhio è integralmente sua. Però capisco cosa intendi, in effetti QQQ nella scena che hai citato appaiono leggermente bizzarri, ma direi che sanno comunque di Guido Scala. Aggiungo che essendo stata ripubblicata anche molto recentemente, nel caso di una doppia mano l'avrebbero probabilmente citata.