I Classici di Walt Disney (prima serie)

23 GEN 2018

Introduzione

Nati nel Dicembre 1957, i Classici Disney andarono ad affiancare le altre tre pubblicazioni di fumetti Disney allora in edicola: il Topolino libretto, gli Albi della Rosa e l’Almanacco Topolino, quest’ultimo nato solamente un anno prima.

Storia

Immagine promozionale per il classico n. 18.

La collana è composta da 71 numeri, iniziata come detto nel dicembre 1957 e conclusasi nel Novembre 1976; spesso è stata definita, a ragione secondo chi scrive, “la più bella collana Disney“; effettivamente in essa vengono raccolte quasi tutte le migliori storie dei maestri italiani apparse su Topolino nella sua Golden Age.

È probabile che il primo volume, intitolato semplicemente “I Classici di Walt Disney“, fosse stato pensato solamente come numero singolo, e non come capostipite di una nuova collana. Il volumetto venne probabilmente prodotto per celebrare il successo editoriale delle storie in esso contenute e pubblicate solo pochi mesi prima su Topolino: “Paperino e i tre moschettieri” era apparsa sul libretto a maggio dello stesso anno, e considerando la periodicità allora quindicinale di Topolino, solo una dozzina di numeri la separava dalla sua ristampa, un po’ come avviene ai giorni nostri per le storie-evento dell’anno.

Immagine promozionale per il n. 68.

La periodicità inizialmente fu su base annua, sino ad incrementare ad una più o meno regolare bimestralità verso la conclusione. Non fu mai una testata registrata, ma uscì sempre come “supplemento” alle altre pubblicazioni Disney dalla cadenza regolare.

Il primo numero, oltre a ristampare tre parodie di altrettanti romanzi famosi (da cui il titolo “I Classici di Walt Disney“), introduce una novità che caratterizzerà tutti i numeri di questa serie: la presenza di tavole di raccordo (dette anche “prologo” o “frame story” dai lettori) che avevano la funzione di introdurre ed accompagnare il lettore lungo le storie proposte nell’albo come se le stesse fossero parte di un unico racconto di ampio respiro.

Immagine promozionale per il n. 68, terzultimo della prima serie.

Questo ha portato spesso ad avere storie riproposte con tagli ed alterazioni dovuti alla necessità di adeguare il finale (o l’inizio) delle stesse con quanto descritto nelle tavole di raccordo. Nel primo numero della serie queste tavole furono sceneggiate da Guido Martina e disegnate da Giovan Battista Carpi, ma per la gran parte delle pubblicazioni furono Gian Giacomo Dalmasso e Giuseppe Perego, rispettivamente alle sceneggiature e ai disegni, a realizzarle; lavoro redazionale, quindi.

Immagine promozionale per il n. 39 del marzo 1971.

I primi tre numeri – dato il successo incontrato – furono ristampati diverse volte: il numero uno, originariamente apparso nelle edicole nel Dicembre 1957, fu riproposto nell’Ottobre 1959 e nel Settembre 1961; il numero due “I Classici Moderni di Walt Disney” venne pubblicato prima nel Dicembre 1958, e poi riproposto nell’Aprile 1960; il terzo “Le Grandi Parodie di Walt Disney“, edito nel Dicembre 1959, venne riproposto nel Febbraio 1962 sia in edicola, sia nei magazzini Standa (quest’ultima edizione è molto più quotata sul mercato del collezionismo).

Nel novembre 2015 un’ulteriore ristampa del numero uno è stata fatta per il “Cofanetto dei numeri 1“, gadget celebrativo dei primi numeri della collane del Topolino Libretto, Albi della rosa e, appunto, i Classici.

La collana terminò le pubblicazioni con “Il Megapapero“, numero 71 del Novembre 1976, ma seppe subito rinnovarsi iniziando nuovamente la numerazione (stavolta ufficiale e dal numero 1) nel Gennaio 1977 con il primo numero della collana denominata I Classici Disney (seconda serie).

Curiosità

Immagine promozionale per il n. 46.

  • I primi tre numeri, molto più simili a libri che a fumetti nelle intenzioni dell’editore, hanno la copertina leggermente più ampia delle pagine interne, formando così una “sbordatura” che è difficile trovare in buone condizioni nel mercato collezionistico.
  • La ristampa del numero due “I Classici Moderni di Walt Disney”, venne pubblicata con delle variazioni: sul dorso non appare il logo, in copertina la scritta originaria “Arnoldo Mondadori Editore” venne sostituita da un più sintetico “Mondadori” e soprattutto venne inserita una storia assente nella prima edizione: “Paperino e la lotteria del pianoforte”.
  • Sempre nel numero due, probabilmente per esigenze di impaginazione, sembrerebbe essere stata soppressa la pagina delle tavole di raccordo in cui Eta Beta abbandona Topolino e Pippo, che scendono “da soli” dal treno sul quale erano saliti in tre.
  • Topolino Estate, numero 40 della collana pubblicato nel Giugno 1971, esiste in due versioni: la prima tiratura con il vecchio logo Mondadori, la seconda, più comune, con il nuovo.
  • Sul numero 56 “Supertopolino” la storia “Topolino e la tribù ribelle” venne ristampata con il titolo “Topolino e la foto fatale”
  • La collana iniziò ad avere il numero progressivo sul dorso solo con il numero 59 “Paperofollie”, la numerazione proseguì solo per 13 volumi, sino alla chiusura della testata.

Statistiche

  • Predominanza dell’universo dei paperi nelle scelte editoriali: ben 48 uscite vedono Paperino e/o Paperone in copertina (più una con i soli Qui Quo e Qua), 20 con Topolino, due con entrambi i personaggi e una dedicata al solo Pippo (“Pippo alle Olimpiadi”).
  • Le storie ristampate nei 71 numeri sono state disegnate da soli 13 artisti, il più frequente dei quali è Luciano Gatto, con 978 tavole, seguono Romano Scarpa e Massimo De Vita rispettivamente con 940 e 915.
  • Gli sceneggiatori più ristampati sono stati 14, in testa come è facile immaginare, troviamo Guido Martina con 1951 tavole, piazza d’onore per Rodolfo Cimino con 1285, ultimo gradino del podio per Giampaolo Barosso, con “sole” 926 tavole.

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Autore dell'articolo: Paolo Castagno

Sono appassionato lettore e collezionista di fumetti Disney sin da quando ho imparato a... guardare le figure. Il Papersera - sia il sito sia l'associazione - sono per me motivo d'orgoglio!